clicca per accedere allo shop con il codice donazione cse già assegnato

COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO

Sant’Egidio è una Comunità cristiana nata nel 1968, all’indomani del Concilio Vaticano II, nota per il suo lavoro con i più poveri e in situazioni di grave povertà. In più di 70 paesi del mondo, con una particolare attenzione alle periferie e ai periferici, raccoglie uomini e donne di ogni età e condizione, uniti da un legame di fraternità nell’ascolto del Vangelo e nell’impegno volontario e gratuito per i poveri e per la pace.

Preghierapoveri pace sono i suoi riferimenti fondamentali.

La preghiera, basata sull’ascolto della Parola di Dio, è la prima opera della Comunità, ne accompagna e orienta la vita. A Roma e in ogni parte del mondo, è anche luogo di incontro e di accoglienza per chi voglia ascoltare la Parola di Dio e rivolgere la propria invocazione al Signore.

poveri sono i fratelli e gli amici della Comunità. L’amicizia con chiunque si trovi nel bisogno – anziani, senza dimora, migranti, disabili, detenuti, bambini di strada e delle periferie – è tratto caratteristico della vita di chi partecipa a Sant’Egidio nei diversi continenti.

La consapevolezza che la guerra è la madre di ogni povertà ha spinto la Comunità a lavorare per la pace, proteggerla dove è minacciata, aiutare a ricostruirla, facilitando il dialogo là dove è andato perduto. Il lavoro per la pace è vissuto come una responsabilità dei cristiani, parte di un più ampio servizio alla riconciliazione ed alla fraternità che si sostanzia anche nell’impegno ecumenico e nel dialogo interreligioso nello “Spirito di Assisi”.

Progetto: VISITARE I PRIGIONIERI

Grazie ai tuoi acquisti su BDmarketplace, contribuisci a sostenere le visite ai prigionieri nei penitenziari italiani da parte della Comunità di Sant’Egidio.

La richiesta insistente dei detenuti per avere un colloquio è una delle prime cose che colpisce chi entra in carcere. Alcuni carcerati non ricevono mai visite e non hanno occasioni per parlare con qualcuno che sia esterno all’istituzione penitenziaria. Sono coloro che hanno perduto i legami con la famiglia, o che sono detenuti in località distanti da dove vivono i propri parenti. Le nostre visite assumono quindi una importanza decisiva soprattutto per coloro che non hanno nessuno che li va a trovare.

Lo spirito che muove i volontari della Comunità di Sant’Egidio lo riscontriamo nelle parole di Papa Francesco: “Il Signore non vede un’etichetta, né una condanna, ma vede dei figli”.

In carcere abbiamo conosciuto in modo diretto la sofferenza talvolta intollerabile dei detenuti e il travaglio dei parenti. La chiusura della prigione, la lontananza dai propri cari, la forzata inattività, producono un grande disagio. Il detenuto vive nell’attesa del “fine pena”. Ci sono persone che versano in una condizione di “espulsione” dal tessuto sociale, dal contesto familiare e, soprattutto sono privi di una reale prospettiva di riabilitazione e di reintegrazione. Anziani, adulti e giovani, si trovano addosso un marchio di delinquente che è difficile cancellare. Con il passare del tempo il carcere lascia un giudizio indelebile, un po’ come quei tatuaggi che per noia o abitudine i carcerati si fanno praticare sulla pelle.

Questo disagio coinvolge spesso anche coloro che lavorano all’interno delle mura carcerarie. E’ un disagio che si avverte spesso nelle istituzioni totali, che mina i rapporti tra gli uomini, deteriorando le capacità relazionali con effetti di alienazione dalla società esterna. La presenza di persone estranee al mondo carcerario condiziona positivamente l’ambiente chiuso dell’istituzione, introducendo un clima di serenità.

La corrispondenza

E’ un aspetto importante nella vita di chi è recluso, Da sempre rappresenta una forma di libertà del pensiero e dell’espressione degli affetti, e aiuta a rendere il carcere un luogo dove mantenersi umani. Tuttora questa forma di comunicazione è molto diffusa, almeno fra i detenuti alfabetizzati. Poter scrivere una lettera o un diario è un po’ come avere un pezzo di libertà, per questo è fondamentale possedere carta e penna. Ci sono detenuti che incontriamo ogni settimana, i quali ci scrivono il giorno successivo alla visita. Inoltre ricevere posta vuol dire essere ricordati a distanza, sapere di contare per qualcuno e il valore della lettera significa il contatto con il mondo esterno.

Negli ultimi anni diverse persone della Comunità sono entrate in rapporto epistolare con detenuti di tutto il mondo. Queste corrispondenze, spesso nate da richieste di aiuto per la difesa legale rivolte alla Comunità, sono diventate anche occasione di un intenso rapporto epistolare.

Molti anziani della Comunità sono in corrispondenza con persone in carcere. Sono nate amicizie singolari tra giovani detenuti e persone in età anche molto avanzata. Questa esperienza si sta rivelando una via attraverso la quale si incontrano umanità e generazioni differenti. Le vicende raccontate dagli anziani, della loro miseria, della guerra e delle difficoltà della vecchiaia, hanno fatto scoprire ai più giovani situazioni e sentimenti sconosciuti. D’altra parte, per gli anziani l’amicizia con i detenuti rappresenta un’opportunità per vivere rinnovate energie affettive e per esprimere a questi giovani, dalla vita difficile e soli, sentimenti di materna comprensione.

COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO – C.F. 80191770587

Piazza Sant’Egidio 3a
00153 Roma

mail: info@santegidio.org
tel: 06 4292929

www.santegidio.org

13/11/2019

04/12/2019

0

Start typing and press Enter to search

×

Benvenuto!

Clicca sotto per avviare la chat con WhatsApp BD o scrivici una mail a:

assistenza@bionaturaldetergent.com

× Possiamo aiutarti?